civilta’ e InciviltA’
Ad una settimana dall’esito del voto referendario si sono sentite le più svariate interpretazioni da parte di tutte le forze politiche e della cosiddetta “società civile”. A parte che sul civile di quella parte di società avrei da dire cose anche spiacevoli, ma questa è una mia idea, mi chiedo cosa ne pensa quella società “incivile” troppo spesso ancorata alle regole di convivenza, quella sì civile, che dovrebbero regolare li nostro paese.
Se una gran parte del voto determinante per l’esito referendario è stato espresso, finalmente dai giovani, che però sono nella quasi totalità pro-Pal, antagonisti, s-fascisti, anarchici (a questi antiStato chiederei qual’è stata la coerenza di votare per le regole di uno Stato che non si riconosce), ecc. e che la sinistra cavalca come una vittoria certamente non referendaria, quale potrà essere la svolta Politica e sociale del nostro futuro parlamentare?
Ipotizziamo un anno di governo Meloni, ancora plausibile, in un contesto internazionale complicatissimo per la nostra economia, per danni causati da terzi e per incapacità dell’Europa, nel quale gran parte di quanto promesso non sarà attuabile. Le conseguenze per questa maggioranza potrebbero essere devastanti sotto il profilo della governabilità.
Ipotizziamo pure un insieme di tutto il resto del mondo politico e non che sfrutterebbe la situazione di destabilizzazione mondiale per fini di politica interna, dove i cosiddetti civili di cui sopra avrebbero gran voce nello spingere all’estrema sinistra di lotta le già “sinistre” posizioni odierne.
Dopo 80 anni di pace, ormai sfociati in una dialettica inutile, volgare espressa da incapaci, avremo creato le condizioni per una tempesta perfetta. Andremo sì al voto libero, si badi bene non dico democratico, per esprimere il nulla cosmico in nome dell’antifascismo, quello sì democratico.
Rischieremo un Governo ed un Parlamento dove vincerà chi la sparerà più grossa, pur sapendo di spararla, e con la presunzione di sapere come si governa sulle macerie di un paese “finalmente libero”.
Roberto Festa

