Province, pronti via?

Il Parlamento ha recentemente approvato le modifiche allo Statuto del Friuli Venezi Giulia per reintrodurre le Province, unica regione ad averle abolite nel 2016. Questo iter, concluso dopo quattro letture parlamentari, solleva interrogativi su forma, competenze e rischi costituzionali.

La legge Del Rio del 2014 ha trasformato le Province in enti di area vasta con organi eletti indirettamente da sindaci e consiglieri comunali. Il referendum costituzionale del 2016 (vittoria del no)ha bloccato la loro soppressione totale, lasciando un sistema monco a livello nazionale. Nel FVG, la legge regionale n.1/2016 le ha cancellate del tutto, anticipando una tendenza nazionale poi sfumata.

Abolizione nel FVG

Debora Serracchiani promosse l’abolizione senza voti contrari in Consiglio regionale, in un clima anti-Province alimentato anche da inchieste come Stella-Rizzo. L’obiettivo era sfruttare lo Statuto speciale per un assetto innovativo, delegando competenze ad un sistema associato di comuni (le UTI). La scelta rifletteva coerenza con la traiettoria nazionale, ma mancò un ascolto ampio degli enti locali e un’impostazione dirigistica.

Ritorno delle Province

Le modifiche statutarie ora prevedono elezioni dirette per Presidenti e Consigli provinciali, superando il modello Del Rio. Il Ministro Calderoli ha lodato l’iniziativa come spunto per una riforma nazionale. Tuttavia, la fretta per evitare intasamenti pre-elettorali 2027 rischia di replicare il modello pre-2016, senza decentramento reale dalla Regione.

Rischi Costituzionali

La sentenza della Corte Costituzionale n.172/2024 ha censurato ritardi in Sicilia sull’elezione diretta, richiamando art.114 e 5 Cost.. La Del Rio vincola i principi generali anche per gli statuti speciali, imponendo elezioni di secondo grado salvo superamento nazionale. Prevedere suffragio universale nel FVG potrebbe innescare conflitti, come per Trento sul terzo mandato, richiedendo approfondimenti ex ante.non potendo ritenersi sufficiente l’espressa previsione dell’elezione diretta nel nuovo Statuto.

Prospettive Future

Serve un coinvolgimento ampio per generare Province con autonomia amministrativa vera: servizi ai piccoli comuni, competenze differenziate per territori e ambiente, peculiarità linguistiche. Senza cessione di  poteri dalla Regione, l’ente resta inutile; meglio il secondo grado Del Rio. L’esperienza insegna: riforme monche generano arretramento istituzionale e costi inutili. 

Alessandro Colautti