Quale ruolo per le Città in questa Europa

Premessa d’obbligo.

Oggi le Istituzioni europee sono prese d’assalto e vengono variamente dipinte come l’origine di tutti i mali: l’Europa è assente sugli scenari geopolitici (Ucraina e Gaza); è espressione di una democrazia liberale fallimentare che ha smarrito i valori di riferimento; è guidata da élite distanti dai cittadini… E potremmo continuare, mentre si stanno sempre più affermando forze politiche euroscettiche.

Si tende a dimenticare che l’Europa ci ha regalato 80 anni di pace, ha realizzato il mercato unico permettendo la libera circolazione di persone e merci e ha plasmato la generazione dei giovani ‘Erasmus’.
Sicuramente il cambiamento geopolitico mondiale ha trovato la vecchia cara Europa in ritardo, rimasta divisa in tanti staterelli, con poteri decisionali praticamente nulli (vedasi il voto all’unanimità previsto per le grandi scelte dell’Ue) e con la politica sostituita da una crescente eurocrazia. Ma la domanda è: chi ha lavorato per creare un’Europa più forte e coesa?
Direi nessuno, tutti chiusi invece nei propri egoismi nazionali pronti a beneficiare dei fondi europei, ma pronti ad esercitare allo stesso tempo lo sport della delegittimazione sistematica, magari per scaricare sull’Europa matrigna le magagne del proprio Paese.

Ma l’Europa non è un’entità terza, l’ Europa siamo noi.

Questo non è uno slogan, ma può diventare pratica quotidiana, anche in una piccola Città come Udine, nel chiedersi in che modo la partecipazione si può contribuire a rendere resiliente l’Europa democratica. Interrogandosi come le Città possano portare speranza per la diffusione dei valori europei, come la democrazia locale possa essere la nostra prima linea di difesa.
Una possibile risposta dal basso al bisogno di un’Europa dei popoli che sappia costruire una rete di rapporti di collaborazione culturale, economica e sociale oltre l’orizzonte nazionale.
Forse può sembrare poca cosa, ma Udine ci sta provando. Perché la sua storia, all’interno di una regione di confine, è stata caratterizzata dalla ricerca del dialogo e alla costruzione di ponti oltre quel ‘muro’ ideologico così divisivo.
I sistemi locali hanno dimostrato capacità di dialogo e cooperazione in tempi difficili attraverso associazioni come Alpe Adria, esempio ancora valido di coesione tra i popoli.
Ecco che allora Sister Cities Meeting realizzato quest’anno all’interno di Friuli Doc nasce con questa idea di Europa. Un evento frutto del lavoro iniziato due anni fa per realizzare una rete tra Città Gemelle, rinsaldare i rapporti di amicizia e creare le condizioni per affrontare i progetti europei di comune interesse.

Il video che segue più di tante parole fornisce una sintesi del meeting.