Agrivoltaico

L’attuale proliferazione della realizzazione di impianti fotovoltaici o agrivoltaici, merita qualche riflessione.


Credo che tutti siano d’accordo sul fatto di ricercare fonti alternative alla produzione di energia elettrica attraverso i combustibili fossili. Utilizzare però terreni vocati all’agricoltura o all’industria è un delitto. Tra l’altro il potere dei Sindaci di pianificare lo sviluppo del territorio in base alle peculiarità dello stesso, è superato da iter che scavalcano il parere dei Comuni. Ma andiamo con ordine, non va solo considerato il prodotto finale cioè la produzione di energia elettrica ma la dipendenza dalla Cina per i pannelli e lo scarso utilizzo di manodopera a fronte di un vasto uso di suolo agricolo e industriale, rendendo evidente lo spreco. L’occupazione del suolo nega la possibilità di renderlo utilizzabile per l’uso naturale sottraendo quindi reddito agricolo o industriale.

Dunque è auspicabile che questi impianti si realizzino in aree degradate, sui tetti degli opifici ed in aree non adatte alle coltivazioni agricole o agli insediamenti industriali. Spetta alla Regione finanziare solo impianti che rispettino queste raccomandazioni per un modello di sviluppo equilibrato, complessivo e sostenibile.


Paride Cargnelutti