Agrovoltaico, ora tocca ai sindaci
E’ ormai un dato pacifico che i costi dell’energia sono fondamentali per la competitività di imprese e territori è, quindi, più che mai attuale porre in atto politiche energetiche che, consapevoli della necessità di offrire una efficienza energetica attraverso una diversificazione delle fonti, siano orientate alla sostenibilità ambientale e alla creazione di valore economico e sociale.
In questo contesto di “crescita sostenibile” ben si inseriscono i c.d. sistemi “agrivoltaici” pensati e disciplinati dal legislatore per essere realizzati su suolo agricolo ed affinché venga preservata la continuità della coltivazione agricola sul sito di installazione e, al contempo, garantita una buona produzione di energia da fonti rinnovabili.
Gli impianti agrivoltaci sono, infatti, tali solo se mantengono l’indirizzo produttivo del suolo e l’eventuale riconversione da un indirizzo intensivo ad uno molto più estensivo (esempio seminativi) non soddisfano i requisiti per ottenere i benefici, i finanziamenti e la qualificazione di impianto agrivoltaico.
E’ innegabile che tali impianti hanno impatti sull’ambiente ma gli stessi vanno gestiti tenuto conto delle generali disposizioni in materia di valutazione e di mitigazione, con equilibrio e competenza anche dai Sindaci cui non è stato sottratto il potere di gestire la pianificazione del proprio territorio, ma che assieme ad altri attori possono interviene su tavoli più significativi dove sono in gioco non solo l’ambiente agricolo di un determinato Comune ma la possibilità di produrre energia pulita e la creazione di sviluppo economico.
La Sicilia e la Sardegna, entrambe regioni autonome, stanno affrontando questa sfida in modo opposto, più innovativa l’una, più conservativa l’altra.
Quale strada percorrerà la Regione FVG? Ci auguriamo che i Sindaci, analizzata la complessità del tema e le varie implicazioni, tenuto conto del reale bisogno di energia, sappiano guidare processi volti a cogliere opportunità e costruire modelli di sviluppo competitivi e resilienti, abbandonando luoghi comuni e analisi superficiali anche tenendo conto che ai territori e alle popolazioni residenti possono essere riconosciuti incentivi e vantaggi economici.
Corrado della Mattia
Michela Bacchetti

